Credit: Kristopher Roller

Gestalt Counselling

Con il counselling gestaltico si favorisce

  • la libera espressione di emozioni, pensieri, sensazioni e desideri insespressi all’interno di un spazio protetto per acquisire maggiore consapevolezza di sé
  • l’elaborazione e la chiusura delle situazioni incompiute provenienti dal passato prese in considerazione rispetto al loro interferire con la situazione presente.

La persona viene aiutata ad esprimere tutto ciò che, per motivi personali e relazionali, rimane inespresso. Ciò da la possibilità di ampliare la percezione di sé, accrescere la consapevolezza, transitare in una nuova fase di benessere e inseguire nuove direzioni desiderate.

La parola tedesca Gestalten vuol dire “dare forma”, dare una struttura significativa.
Lo scopo della Gestalt è di rendere la persona consapevole della propria forma, della propria configurazione interiore e aiutarla nel percepirsi protagonisti del cambiamento che vuole ottenere.

È una pratica che agevola un dialogo tra le diverse parti del Sé, tra corpo e cervello, tra la parte razionale e quella emotiva, tra ciò che siamo e ciò che crediamo di essere o di dover essere, al fine di raggiungere una maggiore integrazione armoniosa delle stesse ridefinendo, in maniera significativa, la propria struttura organizzativa.

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Il tutto è più della somma delle parti

Teoria della Gestalt

La Psicologia della Gestalt nasce in Germania nei primi decenni del secolo scorso. E’ negli anni ’50 che si afferma nel panorama internazionale con Friederich Perls, medico ebreo di origine tedesca che, per scampare alle persecuzione naziste, emigra prima in sud Africa e successivamente in America dove fonda nel 1952 il Gestalt Institute of New York.

La Gestalt adotta una visione sistemica della realtà secondo cui noi facciamo parte di un tutto, di un contesto da cui dipendiamo e siamo in relazione, il che significa che possiamo contribuire a creare la nostra realtà. Tale unità significativa (il tutto) è rappresentata dal termine tedesco “Gestàlt” che sta ad indicare una struttura, una configurazione, una particolare forma organizzativa delle parti individuali che la compongono [Teoria del campo, Lewin, 1947].

La Gestalt utilizza un approccio fenomenologico della realtà e sostiene una visione olistica dell’esistenza umana spiegabile attraverso il concetto di figura-sfondo per cui ogni elemento (figura), quale un pensiero, un’immagine, un sentimento, una sensazione o un gesto o un movimento corporeo, assume un significato particolare se collocato nel suo specifico contesto (sfondo): l’individuo viene spinto da una pulsione di autorealizzazione a relazionarsi con l’ambiente e ad adottare delle strategie e dei comportamenti creativi per raggiungere gli obiettivi [Principio di autoregolazione organismica, Goldstein, 1939].

L’esperienza infatti avviene al confine di contatto tra l’individuo e il suo ambiente: la persona considera questo rapporto in maniera positiva o negativa a seconda che riesca o meno ad ottenere soddisfazione dei propri bisogni dal contatto con l’ambiente In questo modo ogni difficoltà assume significato nel contesto dell’intera esistenza del cliente, esistenza che viene considerata intimamente connessa al suo ambiente sociale e relazionale. In Gestalt dunque assume rilevante importanza la fenomenologia della percezione, ossia il modo in cui il singolo percepisce l’esperienza, la elabora, la esperisce e la integra nella sua visione del mondo.

La Gestalt si configura come disciplina olistica a tutto tondo: in essa vi sono le influenze orientali del Tao e dello Zen arricchita dall’influsso delle tecniche teatrali messe a punto da Paul Goodman. Tali modalità pongono l’individuo nella condizione di sperimentatore di sé attraverso il contatto con le cose di cui fa esperienza, motivo per cui l’approccio della gestalt è da considerarsi esperenziale.