Crisi e cambiamento

Crisi e cambiamento

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Durante la pausa estiva, mi sono ritagliato uno spazio da dedicare alla buona lettura. A tal proposito, ho trovato molto interessante il testo “Essere Corpo” e, nello specifico, la lettura che gli autori fanno del momento di crisi e della fase di cambiamento. Ne riporto uno stralcio che voglio condividere con voi:

Mentre il corpo è per sua natura cambiamento continuo, la mente, irrigidita dal tentativo di controllo del corpo e degli eventi, riesce a reagire a tale percorso solo a scatti. Per questo motivo va in crisi ogni qual volta il cambiamento in atto, non essendo previsto, o risultando più profondo del solito, la costringe ad aggiornare le sue convinzioni. 

Credit: Foter.com

La crisi, ovvero l’aspetto più difficile di una fase di cambiamento, sottolinea più di altre circostanze il rapporto che la nostra mente ha col significato profondo degli avvenimenti. In ogni cultura questo rapporto rappresenta un elemento cardine e in questo momento storico noi viviamo un grande vuoto in tal senso. Nella nostra società i punti di riferimento tradizionali, religiosi e valoriali, implicano modalità che oggi vengono vissute come regressive, superate; d’altra parte non si sono ancora delineate nuovi visioni laiche in grado di rappresentare un punto di riferimento convincente, soprattutto per una persona che sta affrontando un momento di crisi.

 

Ricerche in ambito clinico dimostrano che nella crisi ricorrono spesso tre elementi caratteristici:

  1. un confronto con un ideale o con una credenza: come dovrebbero andare le cose o come dovrebbero essere.
    Panta Rei, diceva il celebre filosofo greco Eraclito, la vita è cambiamento, motivo per cui tutto cambia, si trasforma, diventa anche l’opposto di ciò che era prima.
  2. atteggiamento di rinuncia alla sfida. Qualsiasi qualità interna per manifestarsi ha bisogno di una “resistenza” esterna. Ciò appare evidente a livello corporeo: un muscolo che non lavora non si sviluppa, un dente che non mastica si indebolisce e tale processo è altrettanto vero per qualsiasi aspetto della nostra personalità. Per cui molte culture hanno indicato nel nostro peggiore nemico un nostro alleato perché costrituisce la forza unica, e soprattutto specifica, contro cui possiamo esercitare e sviluppare quei lati della nostra personalità latenti. Quando temiamo qualche evento è perché le nostre capacità necessarie per affrontarlo non si sono ancora sviluppate, ma è proprio l’accadere di quell’evento che dà l’opportunità a tali capacità di manifestarsi.
  3. sfiducia nell’esistenza di un senso: la visione di una mancanza di significato in ciò che accade e una certa sfiducia sul fatto che esista un ordine più profondo nella vita. Tale sfiducia diventa più forte quando ciò che accade non corrisponde a quello che ci aspettiamo. Paradossalmente, in molte persone per così dire “bersagliate” dalla sfortuna si fortifica l’idea che dietro agli eventi esista un piano, e che questo sia addirittura persecutorio nei loro confronti. E se invece semplicemente fossimo noi a non esserne in grado di seguirne la logica e le direzioni?

Trovo calzante e profonda la citazione di un capo tribù aborigeno riferita dalla celebre scrittrice Marlo Morgan:

Nel tutto ogni cosa ha uno scopo. Non ci sono errori, né stranezze, né incidenti, ma solo cose che gli esseri umani non capiscono.

Credit: Nitish Meena

Nei momenti di crisi e di cambiamento, attraverso la relazione di counselling, posso aiutarti a

  • rivedere ideali e credenze e quanto essi incidono sulla visione che hai della situazione che stai vivendo;
  • accerescere la consapevolezza di te stesso;
  • sostenerti nel processo di cambiamento attraverso l’esplorazione e l’attivazione delle tue risorse interiori;
  • avere fiducia in te stesso e adottare un atteggiamento positivo nell’affrontare la difficoltà;
  • trasformare le sfide in opportunità;
  • sviluppare le tue potenzialità latenti;
  • dare un senso a ciò che ti accade, risignificando gli eventi.

 

Riferimento bibliografico: Essere Corpo, J. Tolja e T. Puig, Edizioni Tea, 2016.

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Gestalt Counsellor

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4 risposte

  1. Bell’articolo Salvatore! Non ho ancora letto il libro che hai indicato anche se mi sono ripromesso più volte di farlo. Comunque mi è venuto in mente un bellissimo libro di Salvatore Natoli che tratta molti dei temi che hai messo a fuoco tu, e che magari conosci: “Stare al mondo”, Ed. Feltrinelli. Un saluto

  2. Sebastiano Catinello

    Molto bello e dá parecchi spunti di riflessione. Ho letto questo articolo nel momento giusto. Un abbraccio 🙂

  3. Grazie Omar per l’apprezzamento. Ho trovato “Essere corpo” un testo trasversalmente innovativo che, attraverso dati scientifici, stimola il lettore a ripensarsi da una prospettiva corporea. No, non conosco il testo che mi hai citato ma posso dirti che suscita in me curiosità, per cui ti ringrazio per la condivisione. Un saluto.

  4. Ciao Sebastiano. Mi fa piacere sapere che il mio articolo riesce a darti spunti di riflessioni in un momento che hai definito giusto per te.
    Spero possa esserti di aiuto!
    Un abbraccio

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